ALCUNE NOTIZIE SULL'ITALIA:
Posizione e confini Situata
sul lato meridionale dell'Europa e protesa nel Mediterraneo con
una articolata penisola che, con il suo corteo di isole, si spinge
a breve distanza dalle coste africane, l'Italia viene a trovarsi,
per la sua posizione geografica, a diretto contatto con le principali
aree etnico-culturali del continente europeo, nonché, tramite
i Paesi nord-africani con il mondo della civiltà arabo-islamica.
Il territorio della Repubblica italiana occupa una superficie di
301.278 Km2, (compreso Campione in Svizzera, ma esclusi gli Stati
della Repubblica di San Marino e della Città del Vaticano, che misurano
complessivamente 61 km2) pari alla 35a parte dell'Europa e poco
più della 500a parte di tutte le terre emerse. In Europa la estensione
del territorio italiano risulta notevolmente inferiore a quello
della Francia e della Spagna, e solo di poco a quelle della Finlandia,
della Norvegia e della Polonia. Dall' estremo Nord al Sud la distanza
è di 1300 Km, mentre la larghezza massima è di 300 Km. In senso
orario da nord-ovest, confina con i seguenti Paesi: Francia, Svizzera,
Austria e Slovenia. Continuando verso Sud, il mare Adriatico nella
costa orientale, il mare Jonio nella costa meridionale, e in direzione
Nord il mare Tirreno e Ligure nella costa occidentale. Per la sua
speciale posizione geográfica, gode di un clima temperato
proveniente dalla baia del mare Mediterrâneo e la catena delle
Alpi protegge l'Itália dai venti freddi del Nord. Le variazioni
termiche nel corso dell' anno non sono molto rilevanti, se comparate
con il resto dell' Europa. Il clima ha pertanto inverni non molto
freddi ed estati calde e secche, con pioggia in primavera e autunno
Le coste
Le coste italiane sono caratterizzate sia da marine basse e uniformi
(specie nel versante adriatico) sia da scogliere alte e frastagliate
che formano numerose baie e golfi (di Genova, Gaeta, Napoli, Salerno,
Taranto, Trieste, Venezia, Policastro, Sant'Eufemia, Squillace,
Manfredonia).
Il rilievo
Il sollevamento delle Alpi e degli Appennini si è verificato in
seguito al congiungimento alpino-himalaiano nel periodo Cenozoico.
La fisionomia del paese si è meglio definita nel periodo Neozonico
in seguito ai fenomeni eruttivi, al modellamento esercitato prima
dai ghiacciai e in seguito dalle acque, e ai depositi alluvionali
che crearono le pianure. Il territorio dell'Italia. si presenta
in massima parte accidentato, poichè è costituito per l'80% da colline
e montagne, e solo per il 20% da pianure. Del sistema alpino appartiene
all'Italia. quasi tutto il versante interno, alto baluardo lungo
circa 1.000 km, tagliato eraltro in più punti da valichi facilmente
transitabili (Moncenisio, Sempione, Brennero, ecc.). Le vette più
elevate si trovano nelle lpi Occidentali, dove numerose cime superano
i 4.000 m; il Monte Bianco, a più alta, raggiunge i 4.810 metri.
La pianura padano-veneta o Padania è la maggiore delle pianure italiane,
con una superficie 46.000 km2 (15% del territorio italiano). L'Appennino
è costituito da un fascio di catene che si estendono dal colle di
Cadibona fino all'estremità occidentale della Sicilia, per una lunghezza
di 1.350 km e una larghezza variabile fra i 40 e i 100 km. Da una
parte e dall'altra, ma soprattutto a occidente, l'Appennino, limitato
da rilievi collinari che prendono il nome di Antiappennino, si presenta
in parte vulcanico nella Toscana meridionale (monte Amiata) e soprattutto
nel Lazio e nella Campania (vulcani laziali, Campi Flegrei, Vesuvio,
ecc.), calcareo nella Puglia (altopiano delle Murge, promontorio
del Gargano). Le pianure peninsulari, anche se abbastanza numerose,
appaiono di modesta estensione e generalmente costiere. Lungo il
versante adriatico, la pianura di maggior ampiezza è il Tavoliere
delle Puglie. La Sicilia si può considerare come la prosecuzione
del sistema appenninico. Nella parte orientale dell'isola, l'Etna,
con suoi 3.323 m, rappresenta il vulcano più alto d'Europa. Quanto
alla Sardegna, essa è formata da un vecchio tavolato ercinico dislocato;
vi si trova un massiccio granitico molto esteso nella parte orientale
e rocce più recenti nella parte occidentale.
Idrografia
La presenza dell'arco alpino e della pianura padana ha fatto sì
che proprio nell'Italia. settentrionale si siano formati i maggiori
fiumi italiani, mentre la posizione dell'Appennino rispetto al Tirreno
e all'Adriatico ha determinato, lungo il versante orientale, solo
la formazione di fiumi di breve percorso; i maggiori corsi d'acqua
peninsulari scorrono verso il Tirreno. Il Po è maggiore dei fiumi
italiani (652 Km). Il secondo fiume è l'Adige (410 Km). I due maggiori
fiumi della penisola, per lunghezza e ampiezza di bacino, sono il
Tevere (405 Km) e l'Arno (241 Km). I fiumi tributari dell'Adriatico
sono più brevi di quelli tirrennici, hanno profilo più irregolare
e sono più poveri di acque. I fiumi calabresi più a sud hanno un
corso molto breve e presentano un carattere torrentizio estremo
(fiumare), con piene violentissime e lunghi periodi di totale mancanza
d'acqua. Hanno carattere di fiumara anche molti corsi d'acqua della
Sicilia, dove però non mancano fiumi di una certa lunghezza.
Alla fitta rete idrografica fa riscontro, in Italia., una grande
abbondanza di laghi. Tra le Prealpi e la pianura padana, procedendo
da ovest a est si incontrano il lago Maggiore, il lago di Como,
il lago di Garda. Nella penisola si hanno laghi di origine in parte
tettonica come il Trasimeno, il maggiore dei laghi peninsulari italiani.
I laghi vulcanici si trovano quasi tutti nel Lazio (lago di Bolsena,
di Vico, di Bracciano, di Albano e di Nemi); in Campania i laghi
dei Campi Flegrei. Numerosi laghi e stagni costieri, infine, nella
penisola e in Sardegna.
Condizioni climatiche
Al centro della zona temperata, l'Italia presenta caratteristiche
climatiche piuttosto variabili, in conseguenza di molteplici influenze
costituite dalla presenza del Mediterraneo, che con le sue calde
acque attenua i contrasti termici, e dell'arco alpino, che forma
una barriera contro i venti freddi del Nord. Peraltro, il nostro
Paese subisce l'influsso di correnti atmosferiche ora temperate
e umide provenienti dall'Oceano Atlantico, ora fredde e asciutte
provenienti dall'Europa Orientale. Inoltre, la catena appenninica,
opponendosi agli umidi venti che spirano dal Tirreno determina notevoli
differenze climatiche tra due opposti versanti dalla penisola. Nel
complesso è possibile distinguere almeno sei grandi regioni climatiche,
peraltro caratterizzate da una notevole influenza del rilievo: una
regione alpina, una padana, una adriatica, una appenninica, una
ligure-tirrenica ed infine una mediterranea. Le condizioni termiche
variano notevolmente da zona a zona, ma soprattutto da nord a sud,
non tanto in estate quanto in inverno: a parte le aree montuose,
a Milano in media si hanno in luglio 24° e a Palermo 26°;
rispettivamente, in gennaio le medie sono di 1° o 2° a Milano,
e 12° a Palermo. Quanto ai venti, l'Italia rimane nell'area
di influenza dei venti occidentali, di ovest e di sud-ovest soprattutto,
che sono apportatori di piogge. Tra l'inverno e la primavera spirano
anche venti da nord e da nord-est (bora). In estate, lungo le coste
e nelle vallate intermontane prevalgono i venti locali di brezza.
La distribuzione delle precipitazioni dipende dai venti e dalle
condizioni morfologiche e altimetriche, che variano da luogo a luogo.
In generale i valori massimi si hanno in corrispondenza della massa
alpina e della zona assiale appenninica, con valori progressivamente
decrescenti da nord a sud.
Vegetazione
La vegetazione alpina varia a seconda delle zone altitudinali: alla
quota più alta ci sono muschi e licheni; scendendo verso il basso
si incontrano boschi di conifere e quindi faggeti; nel sottobosco,
querce e castagni. La pianura padana è intensamente coltivata, sono
rari i boschi di querce e roveri e le macchie di eriche e ginestre.
Nella regione appenninica sono presenti, nell'area più bassa, querce
e piante di tipo mediterraneo, e, in quella più alta, conifere,
boschi e prati. La vegetazione della regione ligure-appenninica
e di quella adriatica è costituita dalla macchia mediterranea (pini
domestici e marittimi con sottobosco di timo e ginestre; lavanda;
rosmarino, ecc.)
Fauna
In Italia la fauna è caratterizzata da una grande varietà di specie.
Nelle Alpi vivono stambecchi, camosci, ermellini; più rari sono
orsi e cervi. La Sardegna e le isole vicine sono popolate da mufloni,
daini, gatti selvatici e cinghiali. I lupi sono presenti sugli Appennini
e in Sicilia, mentre gli orsi non sono rari in Abruzzo. In tutto
il paese sono diffusi scoiattoli, lepri, volpi, tassi, marmotte,
ghiri, topi, pipistrelli, lucertole, vipere, bisce d'acqua, rane,
diverse specie di insetti, molluschi e altri invertebrati. L'Italia
costituisce inoltre una importante via migratoria per alcune specie
di uccelli. Il passero è tra le specie più diffuse nel paese. Specie
proprie delle Alpi sono il gallo cedrone, il francolino di monte,
il fagiano di monte, la pernice e il picchio. In Sardegna si trovano
gruiformi, passeriformi, fenicotteri e rapaci. Diffusi sono anche
i tordi, le quaglie e le beccacce. La fauna marina è ricca presso
il golfo di Napoli, lo stretto di Messina e nel mar Ligure. Nei
nostri mari abbondano soprattutto sardine, acciughe, tonni e sgombri.
Parchi Nazionali
I primi cinque parchi nazionali : il Parco nazionale del Gran Paradiso
(Piemonte-Valle d'Aosta), creato nel 1922 e vasto 56 mila ha; il
Parco nazionale dello Stelvio, istituito nel 1935, vasto 95 mila
ha; il Parco nazionale d'Abruzzo, creato nel 1923 e vasto 38.000
ha; il Parco nazionale del Circeo, creato nel 1934, vasto 3.200
ha; il Parco nazionale della Calabria, creato nel 1968. Nel 1989
il ministero dell'ambiente ha affiancato ai suddetti cinque Parchi,
quattordici nuove aree protette di interesse nazionale.
Popolazione
Al censimento della popolazione gli italiani erano 56 milioni, meno
dei tedeschi e degli inglesi e pressappoco quanto i francesi. Le
donne, a quanto confermato dal censimento, sono più degli uomini
(29.220.068 contro 27.557.963). Il livello di istruzione è in continuo
aumento, tanto che i laureati sono ormai oltre 2 milioni. In continuo
aumento risulta, in sintonia con la diffusione dei celibi, anche
il numero delle famiglie salite ad oltre 19 milioni e composte in
media da 2,8 persone. Ma a motivo del calo delle nascite, che sta
accentuando il fenomeno dell'invecchiamento, la popolazione si avvicina,
alla cosìddetta "crescita zero", cioè al momento
in cui gli italiani cominceranno a diminuire, al netto di flussi
immigratori. La regione più popolata è la Lombardia (8,9 milioni
di abitanti), mentre quella meno popolata risulta la Valle d'Aosta
(116 mila abitanti). In Italia si registra una diminuzione nel numero
dei matrimoni, così come delle nascite. Al contrario la mortalità,
grazie alle migliori condizioni di vita, si mantiene sostanzialmente
stabile sui livelli contenuti, situazione all'origine di un progressivo
aumento della vita media. Attualmente gli uomini possono sperare
di vivere 73,8 anni in media, mentre le donne, più longeve, superano
ormai oltre la soglia degli 80 anni. Il miglioramento del tenore
di vita influisce anche sulla statura degli italiani, che, misurata
alla visita di leva, sfiora i 1,74m.
Agricoltura
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale le attività agricole
avevano ancora un peso sostanzialmente pari a quello dell'industria
o a quello delle attività del settore terziario. Quarant'anni più
tardi, alla fine degli anni Ottanta, esse occupavano meno del 10%
delle forze di lavoro complessive e contribuivano a determinare
il reddito nazionale in misura di poco superiore al 5%. Comune a
tutto il paese è la riduzione della superficie coltivata e soprattutto
l'esodo delle forze di lavoro dall'agricoltura, protrattosi a lungo
al ritmo di 200/300.000 unità in meno ogni anno. In ogni caso, la
riduzione del numero degli occupati non ha inciso sulla produzione,
che anzi è costantemente aumentata. I motivi stanno nelle opere
di bonifica, di rimboschimento, di creazione di bacini artificiali
e di acquedotti e nel sempre maggior impiego di moderni macchinari,
di fertilizzanti e di sementi selezionate. Il settore cerealicolo
mantiene un'importanza basilare nella economia agricola nazionale.
Il raccolto di riso soddisfa pienamente il fabbisogno interno e
consente una discreta esportazione. La produzione di orzo è più
che raddoppiata in un solo decennio, mentre risulta stazionaria
o in calo quella di segale e di avena. Fra le coltivazioni industriali
primeggia per quantità la barbabietola con una produzione di zucchero
che arriva a soddisfare una buona parte del fabbisogno interno,
mentre risultano in crescita il tabacco e ancor più i semi di girasole.
Fenomeno tipico degli anni Ottanta è stata l'improvvisa esplosione
della produzione di soia, di cui il paese è diventato il maggior
produttore ed esportatore europeo. Fra le coltivazioni del settore
legnoso, primeggiano sempre quelle vitivinicole, per cui l'Italia
si contende con la Francia i primi posti nel mondo. Ha realizzato
inoltre un grande balzo qualitativo il settore oleario. Da primato
è anche la produzione di agrumi, con il secondo posto nel mondo
per i limoni e entro i primi dieci posti per le arance e per i mandarini.
L'altra frutta (mele, pere, pesche, albicocche, ciliege, ecc.) e
le produzioni ortive (cipolle, cavoli, carciofi, insalata, zucchine,
piselli, ecc.) mantengono una grande importanza specialmente per
il consumo interno e hanno fatto registrare un miglioramento qualitativo
più che quantitativo. La superficie forestale italiana non è molto
estesa (poco più del 20% del territorio nazionale) ed è frequentemente
devastata da un gran numero di incendi, spesso dolosi. Un lieve
aumento della produzione di legname non è bastato ad attenuare la
dipendenza dall'estero nel settore del legno e, soprattutto, in
quelli della cellulosa e della carta.
Allevamento
L'autosufficienza non è ancora stata raggiunta. Il punto debole
è rappresentato dai bovini. L'allevamento suino risulta costantemente
in espansione, sia dal punto di vista quantitativo sia da quello
qualitativo, mentre il numero di polli e di conigli si è più che
decuplicato. Si mantiene stabile l'allevamento ovino e caprino.
Pesca
I mari italiani sono per loro natura meno pescosi delle acque atlantiche
e l'inquinamento ha contribuito ad aggravare la situazione. Altri
ostacoli a un maggior sviluppo del settore vengono dallo stato di
arretratezza di una parte della flottiglia peschereccia e dalle
frequenti controversie con la Tunisia, la Libia e la Croazia circa
l'accesso alle zone di pesca vicine a questi paesi Farm holiday
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Risorse
Il paese è piuttosto povero di risorse naturali. L'economia italiana
è dunque essenzialmente un'economia di trasformazione, che ha il
suo punto di forza nell'industria manifatturiera. Il paese invece
non manca di fonti energetiche: esso figura fra i maggiori produttori
di energia idroelettrica, è ben fornito di gas naturale, non è del
tutto privo nemmeno di petrolio e di carbone e negli ultimi decenni
ha più che raddoppiato la produzione interna. Ma i consumi energetici
nazionali sono più che doppi rispetto alla produzione interna e
si sorreggono su un massiccio ricorso ad importazioni, soprattutto
petrolifere, Farm holiday farmhouse accommodation Italian farm holiday
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Industria
Per un lungo periodo lo sviluppo delle industrie si è concentrato
nel triangolo industriale (Milano, Torino, Genova) e in genere nelle
regioni settentrionali, favorite dalla disponibilità di capitali
preesistenti, dalla facilità delle comunicazioni e dalla vicinanza
al centro Europa più ricco e più attivo. Questo sviluppo ha messo
in moto lo spostamento di centinaia di migliaia di lavoratori e
di interi nuclei familiari, che si sono travasati anzitutto dal
Mezzogiorno al Settentrione, e più in generale dalla montagna, dalle
campagne, dai piccoli centri verso le grandi città industriali,
provocandone la congestione. La situazione si è profondamente modificata
fra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. L'imporsi di nuovi modelli
di vita, di nuovi bisogni e di nuovi interessi ha rotto il sostanziale
equilibrio fra attività industriali e terziario, a tutto vantaggio
di quest'ultimo. Fra i settori tradizionalmente più forti dell'industria
italiana spicca quello meccanico. Operano in questo settore le due
maggiori multinazionali del paese: la FIAT, tra i primi produttori
automobilistici europei, e l'Olivetti, grande produttrice ed esportatrice
di macchine per scrivere, calcolatrici, computer e materiale elettronico.
In attivo risultano anche il settore delle macchine utensili, per
la lavorazione del legno e dei metalli, e quello dell'automazione
della fabbrica e dei modernissimi robot. Tradizionalmente operosi
sono pure i settori del tessile e dell'abbigliamento. Con la graduale
ma inarrestabile sostituzione dei metalli con le materie plastiche,
è entrato in crisi il settore siderurgico, per cui dopo estenuanti
trattative con i partner comunitari sono stati definiti drastici
tagli. Fra le numerose altre industrie del paese sono da citare
almeno quelle attive nei settori alimentare, del mobile, degli elettrodomestici,
editoriale, della carta, del cemento e del vetro. Le attività artigianali
comprendono le numerosissime lavorazioni di ferri battuti, vetri
soffiati, vasi, ceste, tappeti e oggetti di ogni genere in metallo,
in legno e in cuoio Farm holiday farmhouse accommodation Italian
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Terziario
La continua evoluzione socioeconomica del paese trova il suo riscontro
nel progressivo sviluppo delle attività del settore terziario, che
alla fine degli anni Ottanta occupava da solo poco meno del 60% dei
lavoratori attivi. In forte crescita sono risultate le attività dei
settori bancario e assicurativo, pur se la tempestiva adozione di
sistemi prima meccanizzati, poi computerizzati, ha comportato una
stasi o addirittura una contrazione del numero degli occupati. Dopo
una prima fase di forte crescita, ha cominciato a ridursi pure il
numero dei piccoli commercianti, con la scomparsa di numerosi esercizi
minori, sostituiti da un buon numero di supermercati e di giganteschi
ipermercati. Ininterrotta è risultata invece la crescita nel settore
delle telecomunicazioni. Nel corso degli anni Ottanta si sono rivelati
sempre più drammatici i problemi dell'intasamento del traffico automobilistico
nelle grandi città e della circolazione su strade e autostrade, con
una conseguente grave incidenza sull'inquinamento. L'inquinamento
ambientale e i problemi di circolazione rientrano fra i motivi di
preoccupazione nei confronti di quello che costituisce il maggior
punto di forza del terziario italiano, vale a dire il turismo. Un
rilancio del settore appare indispensabile, anche al fine di mantenere
il sostanziale equilibrio della bilancia dei pagamenti Farm holiday
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Partecipazione alle Comunità Internazionali
L'Italia è membro dell'ONU, delle Comunità Europee, del Consiglio
d'Europa, dell'UEO, dell'OCDE e della NATO.
In Italia, il settore dell' ARTIGIANATO, rafforzato da una
esperienza e tradizione secolari, è prospero e fornisce una importante
contribuzione alla struttura economica del paese. Questa attività
, che frequentemente si eleva ai livelli di una vera produzione artistica,
è conosciuta ed aprezzata in tutto il mondo. Attualmente, le imprese
artigianali sono generalmente amministrate da famíglie e si
incontrano sparse in tutto il territorio nazionale. Lo Stato favorisce
l'impresa artigianale con incentivi speciali, per promuovere il suo
sviluppo e salvaguardarla in relazione alla grande industria. Ogni
regione ha i propri prodotti caratteristici come dal seguente prospetto:
La ceramica ha il suo centro in Faenza (Romagna), Orvieto,
Deruta e Assisi (Umbria), Vietri (Campania), Pescara (Abruzzo), Ruvo
e Grottaglie (Puglia).
L'arte del vetro, da secoli e secoli, ha il suo centro in Murano,
e la fabbrica di pizzi e merletti artistici in Burano (due piccole
isole nella circoscrizione della laguna di Venezia).
L'oreficeria ha il suo centro nelle regioni della Toscana e
del Veneto, principalmente nelle città di Firenze (oro) e Venezia
(argento).
La marmoreria ha il suo "habitat" naturale in Carrara
e in Pietrasanta (entrambe in Toscana)
Le sculture in legno sono tipicamente dell' Alto Adige, mentre
gli articoli di pelle e di cuoio sono lavorati specialmente in Sardegna.
Gli strumenti musicali a corda hanno il loro centro a Cremona
( famosa per la fabbricazione di violini).
Le fisarmoniche hanno il loro centro a Castelfidardo (Marche)
. Sono molto famose e sono esportate nel mondo intero.
IN ITALIA IL VIAGGIO E' SEMPRE UN TOUR ARTISTIQUE
Sono tali e tanti e così diffusi i tesori artistici in questo
Paese da poterlo davvero considerare una vera e propria galleria
d'arte all'aperto.
Nessun Paese al mondo può vantare i tesori di cultura e di arte
dell'Italia.
Oltre la metà del patrimonio storico-artistico del mondo si trova
in questo Paese (dati UNESCO). Ogni epoca vi trova inestimabile testimonianza.
In centinaia di siti archeologici, in oltre 3000 musei diffusi
su tutto il territorio italiano si conservano e si tutelano, affinché
turisti, visitatori e studiosi possano ammirarli e studiarli, grandi
e piccoli reperti di secoli remoti. Teatri ed altri edifici d'epoca
greca e romana; intere città, strade e quartieri una volta sepolti
ed oggi restituiti alla luce da pazienti ed abili scavi; templi, statue,
monete, iscrizioni, oggetti d'uso quotidiano: l'Italia è straordinariamente
ricca di memorie del suo passato più remoto. Nelle regioni italiane,
soprattutto del Centro - Nord, s'innalzano ancora imponenti, e spesso
elegantemente impreziosite, le cattedrali romaniche e gotiche edificate
dopo l'anno Mille, mentre nelle regioni del Sud l'antica architettura
religiosa è un affascinante crogiuolo di elementi bizantini, musulmani
e normanni.
In tutte le regioni poi, in ogni città e paese si trovano testimonianze
di una tradizione artistica radicata e diffusa in tutta Italia, talvolta
sotto la forma "minore" dell'artigianato (che, molto spesso,
viene giudicato arte "minore" solo per una esigenza classificatoria
che ha poche e deboli ragioni).
Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Masaccio, Botticelli,
Piero della Francesca, Mantegna, Donatello, Raffaello, Antonello da
Messina, Bramante, Correggio, Tintoretto, Giorgione: nomi di artisti
(scultori, pittori, architetti) entrati nella leggenda, universalmente
noti come massime espressioni del genio artistico di tutti i tempi.
Le loro opere sono meta incessante di visitatori ammirati e stupefatti,
di studenti e studiosi desiderosi di capire (e carpire) i segreti
di quell'arte eccelsa, inarrivabile nelle sue espressioni maggiori.
E' l'arte del Rinascimento, il grande movimento culturale nato in
Italia nel XV secolo che influenzò profondamente la storia
della cultura e della civiltà europea, non solo italiana.
Dopo la marginalità rispetto ai disegni divini, patita dall'uomo durante
i difficili secoli del Medioevo, il Rinascimento ricollocò
l'uomo e il mondo laico al centro dell'Univers.
Filosofi come Giordano Bruno e Tommaso Campanella, scienziati come
Copernico e Galilei, studiosi come Machiavelli, poeti come l'Ariosto,
musicisti come Palestrina e Monteverdi: grandi uomini del Rinascimento
che, forti di una visione "moderna" del mondo e della
società condivisa esostenuta da una borghesia ricca e intraprendente,
cambiarono radicalmente il modo di pensare, di agire edi creare
allora dominante.
Per le arti e l'architettura il Rinascimento è sinonimo di capolavoro,
di genio inventivo e creativo.La grande stagione artistica rinascimentale
ha lasciato magnifiche tracce di sé ovunque in Italia,non solo
nelle grandi città come Firenze, Roma, Venezia, Milano, Napoli,
ma anche in tante altricentri di numerose regioni italiane. Quadri, statue,
chiese, palazzi, fontane. Una serie ininterrotta edemozionante di segni
attraverso i quali il visitatore può idealmente ricostruire una
civiltàche davvero cambiò il mondo.
Quando la natura è protetta
Qual è il metodo più efficace per tutelare la natura, per preservarla
il più possibile integra e incontaminata?
Nessun dubbio: proteggerla con leggi dello stato. Ebbene, il 10 per
cento del territorio italiano è protetto da leggi di tutela ambientale
che hanno consentito l'istituzione di Parchi e Riserve naturali, destinati
esclusivamente allo sviluppo della natura in tutte le sue forme. In
un Parco, quindi, o in una Riserva italiana, sono "intoccabili"
non solo gli animali ma anche i vegetali (alberi, fiori, etc.), i
minerali, le acque e l'aria.a.
In Italia ci sono ben 18 Parchi Nazionali, 89 Parchi Regionali,
270 Riserve Regionali, 142 Riserve Statali, 47 Zone Umide, 7 Riserve
Marine.
Queste zone protette sono gestite dallo Stato, dalle Regioni, dalle
Province e dai Comuni, oppure da Associazioni ambientalistiche e protezionistiche
(Italia Nostra, WWF, Lega Ambiente, Greenpeace, LIPU, Touring Club,
etc.).
I Parchi Nazionali sono: Abruzzo (il primo in Italia, istitutito nel
Settembre 1922), Gran Paradiso (nato pochi mesi dopo il Parco d'Abruzzzo),
Circeo, Stelvio, Calabria, Pollino, Monti Sibillini, Arcipelago Toscano,
Foreste Casentinesi, Dolomiti Bellunesi, Aspromonte, Cilento-Valle
di Diano, Gargano, Gran Sasso-Laga, Maiella, Val Grande, Vesuvio,
Gennargentu-Asinara-Golfo di Orosei.
Li abbiamo voluti elencare tutti, a dimostrazione di come in Italia
la Natura sia amata e protetta, a Nord come a Sud.
PERCHE' ALLORA NON PENSARE AD UN VIAGGIO IN ITALIA TUTTO "NATURALE"?
Guarda che storia
E' una lunga storia. Di Italia, almeno come entità geografica, si
parlava già all'epoca degli Etruschi, popolo di grande civiltà, come
testimoniano i reperti custoditi in alcuni musei, soprattutto in Toscana
e Lazio, le regioni dei maggiori insediamenti etruschi (presenti anche
in Umbria, in Campania e in alcune zone delle attuali Emilia e Lombardia).
Poi vennero i Romani che, a partire dal III secolo a. C., unificarono
sotto il loro dominio l'intera penisola (e gran parte dell'Europa
).
La parola Italia apparve su una moneta del I secolo a. C. coniata
dalla confederazione dei popoli italici in rivolta contro Roma. La
moneta fu ritrovata in Abruzzo, a Corfinio, l'antica Corfinium, capitale
della confederazione con il nome di Italica.
Il lungo dominio di Roma (dal III secolo a.C. al V secolo d. C.) ha
lasciato tracce indelebili in Italia: strade, acquedotti, templi,
monumenti, città, ponti, teatri. Memorie di un passato remoto eppure
straordinariamente presente, visibile in ogni angolo d'Italia, a Nord
come a Sud.
Dopo la decadenza dell'Impero Romano, l'Italia fu invasa e dominata
per lunghi secoli da popoli stranieri, soprattutto nel Sud e in Sicilia.
Eppure, grazie al fiorire di città-stato indipendenti nel Centro-Nord
(Venezia, Firenze, Siena, Genova, Milano), l'Italia divenne un Paese
fiorente di arti e di commerci, prospera e civile.
Nel secolo successivo, i piccoli stati indipendenti non resistettero
alle invasioni di grandi stati come la Spagna e l'Austria.
Solo il piccolo regno del Piemonte rimase indipendente e dopo la parentesi
dell'occupazione napoleonica divenne il "motore" del Risorgimento,
il grande movimento che portò, nel 1870, alla definitiva unità
dell'Italia, sotto la guida della casa reale dei Savoia.
Dopo la Seconda Guerra mondiale, nel 1946, un referendum popolare
abolì la monarchia e proclamò la Repubblica.
Il resto è storia di oggi. Una storia tutta da "guardare".
Manifestazioni ed Eventi in Italia
In Italia sono mille i modi di impiegare il tempo libero: fare sport,
coltivare hobby, rilassarsi, aggiornare la propria cultura, assistere
a un concerto, a uno spettacolo teatrale, a una manifestazione folkloristica,
a un evento sportivo.
O, semplicemente, starsene in un bar ad assaporare un cappuccino o
un buon bicchiere di vino, oppure girare per grandi e piccole città
d'arte, ammirare e visitare chiese, palazzi, monumenti, castelli,
siti archeologici, musei, pinacoteche, gallerie d'arte moderna, piazze,
strade.
In Italia non c'è problema: esserci è già il modo migliore di passare
il proprio tempo libero.
Mangiare bene, bere meglio
Viva! Viva gli spaghetti, la pizza, il pomodoro, l'olio d'oliva, il
caffé espresso e il cappuccino!
Ma è tutta qui la cucina italiana? No di sicuro. L'Italia ha davvero
mille piatti diversi, centinaia di specialità gastronomiche, una infinità
di gustosissimi prodotti tipici, grazie ad un sistema agroindustriale
moderno e avanzato ma attento a conservare i sapori e i valori (anche
dietetici) tradizionali Farm holiday farmhouse accommodation Italian
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Bontà, freschezza e genuinità sono alla base di tutte le specialità
gastronomiche italiane, in tutte le sue innumervoli varianti: dalla
fonduta piemontese alla caponata siciliana, dal risotto alla milanese
alla mozzarella campana, dai risi e bisi del Veneto alla porchetta
romana, dalle trenette al pesto della Liguria alla bistecca alla fiorentina,
alle lasagne emiliane o agli spaghetti alla chitarra dell'Abruzzo.
Un viaggio in Italia potrebbe davvero essere motivato (e in molti
casi lo è) solo dal desiderio di conoscere e gustare la sua cucina.
Quella dei più noti ristoranti delle città famose per la loro gastronomia,
ma anche quella delle mille, piccole trattorie che si trovano in
ogni paesino e lungo ogni strada d'Italia. Oppure la cucina delle
osterie e dei locali che si trovano negli angoli più caratteristici
dei centri storici la cui specialità consiste nella rielaborazione
di piatti tradizionali o nella riscoperta e nell'uso di prodotti
agricoli tipici (farro, orzo, mais, verdure, olio d'oliva, etc.)
elaborati per una cucina gustosa anche se dieteticamente sobria.
In quanto al vino, ormai l'Italia ha recuperato da tempo il secolare
ritardo lamentato nei confronti di Paesi di più antica civiltà enologica.
Oggi i vini italiani non temono confronti: bianchi, rossi, rosati,
passiti, muffati, spumanti, etc. Ce ne sono per tutti i gusti e
non sono buoni, sono ottimi.
Insomma, in Italia è più che mai possibile mangiare bene e bere
meglio.
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